LE SPECIE oggetto del monitoraggio

Rondoni

Rondine comune

Balestruccio

Molte città e paesi italiani ospitano durante la stagione primaverile-estiva, colonie di Rondoni comuni (Apus apus) e pallidi (Apus pallidus) Balestrucci (Delichon urbicum) e Rondini comuni (Hirundo rustica). Si tratta di uccelli migratori che annunciano l’arrivo della primavera, allietando con le loro spettacolari evoluzioni aeree i cieli delle nostre città, dove giungono per nidificare e riprodursi, per poi ripartire alle porte dell’autunno-inverno verso lidi più caldi. Rondoni, rondini e balestrucci sono specie sinantropiche, ossia che nel tempo si sono adattate a condividere spazi profondamente alterati dall’uomo, hanno abitudini monogame (formano coppie tendenzialmente stabili nel tempo) e sono fedeli ai siti di riproduzione in cui tornano ogni anno.

UNA PRESENZA BENEFICA: Oltre a contribuire all’aumento della biodiversità urbana, sono specie insettivore e agiscono come “insetticidi naturali” mangiando tonnellate di insetti, migliorando la salubrità delle comunità umane e degli animali da affezione (pensiamo a malattie, come la leishmaniosi, molto presenti nei nostri territori e causate da parassiti trasmessi da insetti alati ematofagi, molto attivi fra maggio e ottobre) riducendo la necessità di ricorrere all’uso, costoso e nocivo, di insetticidi di sintesi per il verde pubblico. E’ stato stimato che una singola coppia di rondoni è in grado di predare ogni giorno fino a 20.000 insetti durante il periodo riproduttivo!

STATUS & TUTELA: Si tratta di specie “in via di rarefazione” (dati del progetto MITO2000) e protette dalla legge (vai su ASPETTI ETICI E LEGALI per saperne di più): 🡪E’ vietato: uccidere, infastidire e arrecare disturbo a questi animali o distruggere i loro nidi.

MINACCE:

  • cambiamenti climatici
  • inquinamento delle acque
  • uso di veleni e pesticidi (tossici sia per gli insetti di cui si nutrono che per gli uccelli stessi)
  • declino delle comunità di insetti
  • distruzione dei nidi a causa di interventi umani in ambito urbanistico e architettonico

I Rondoni risultano su questo fronte particolarmente a rischio perché nidificano in fessure e cavità create da tegole a coppo, buche pontaie, solai, infissi, cassoni delle tapparelle, presenti in edifici storici e moderni. La chiusura di queste cavità, in cui le coppie tornano ogni anno, è spesso legata all’adozione di misure anti-colombo e all’attività di manutenzione e restauro dei palazzi, ma incide negativamente sul potenziale riproduttivo delle popolazioni di rondoni.

Rondini e Balestrucci costruiscono invece dei nidi esposti e visibili che spesso vengono distrutti per motivi banali come ad esempio il guano che può cadere a terra in prossimità del nido. Per risolvere questo piccolo problema basta porre sotto i nidi delle semplici tavolette di legno! Un altro pericolo è rappresentato dall’impiego di intonaco liscio, anziché rugoso, per le pareti degli edifici, su cui il materiale utilizzato da queste specie per la costruzione dei nidi non aderisce. Per questo motivo è importante usare intonaco rugoso. 

BOX: UN ESEMPIO VIRTUOSO: IL CASO DI ACIREALE: Anche Acireale (CT), in data 15 settembre si è unita all’elenco delle città amiche della biodiversità, tramite l’approvazione di un Regolamento comunale a tutela della biodiversità in difesa di rondoni, rondini e balestrucci, che si aggiunge al già approvato Regolamento edilizio che ribadisce gli stessi principi e specifica le “buone pratiche” che è necessario adottare per la salvaguardia di questi animali. Acireale è al momento la prima città siciliana ad aver approvato regolamenti con tale grado di tutela. D’altronde, per proteggere questi animali basta davvero poco: è essenziale non distruggere i nidi o chiudere i siti di nidificazione e utilizzare semplici piccoli accorgimenti – “buone pratiche” [vedi sezione ASPETTI LEGALI ED ETICI]– durante i lavori di ristrutturazione e manutenzione degli edifici, da svolgere al di fuori del periodo riproduttivo.

SITOGRAFIA & BIBLIOGRAFIA

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